La prospettata fusione tra Tesla e SpaceX porterebbe, sul piano delle riserve digitali, a una tesoreria teorica di 30.221 Bitcoin. Il totale deriva dai 11.509 BTC detenuti da Tesla e dai 18.712 BTC attribuiti a SpaceX; nella valutazione riportata, il valore complessivo supera i 2 miliardi di euro.
L’operazione non risulta conclusa. Elon Musk avrebbe approvato la fusione, indicata per il completamento nella prima metà del 2027, mentre le due società avrebbero istituito comitati speciali per esaminare l’accordo. Questi passaggi non chiariscono però la struttura dell’eventuale aggregazione, le condizioni economiche né il trattamento delle riserve di Bitcoin nell’entità risultante.
L’unificazione dei portafogli non sarebbe automatica prima del perfezionamento dell’operazione. Anche in caso di fusione, la gestione concreta dei 30.221 BTC dipenderebbe da decisioni non indicate: dalla titolarità delle riserve alle modalità di custodia, fino a eventuali politiche di acquisto o vendita.
Il valore superiore a 2 miliardi di euro va letto come una stima legata alla quotazione del Bitcoin, non come un importo fisso. Una riserva denominata in BTC può infatti variare di valore con il prezzo dell’asset. La quantità detenuta e la sua valorizzazione in valuta tradizionale sono quindi due dati distinti.
Per ora, il punto documentato è la dimensione potenziale della dotazione: 30.221 Bitcoin entrerebbero nel perimetro di un eventuale conglomerato Tesla-SpaceX. Non emergono elementi sufficienti per stabilire quale funzione strategica avrebbero tali riserve, né per dedurre effetti finanziari o operativi della fusione. Fino alla definizione dell’accordo e delle sue condizioni, la tesoreria unificata resta un esito ipotetico dell’operazione.