Strategy continua a rafforzare la propria presenza nel mercato delle criptovalute, ma questa volta la notizia non riguarda soltanto l’acquisto di nuovi Bitcoin. La società americana guidata da Michael Saylor ha annunciato il 12 ottobre 2026 due operazioni parallele: l’ingresso di altri 250 Bitcoin nelle proprie riserve e il riacquisto di quasi due milioni di azioni privilegiate STRC. Una scelta che mostra come l’accumulo di criptovalute sia ormai accompagnato da una gestione sempre più articolata del capitale.
Tra il 5 e l’11 ottobre, Strategy ha investito circa 21,5 milioni di dollari per acquistare 250 Bitcoin, pagando mediamente 86.194 dollari per unità, comprese le spese. Il patrimonio complessivo è salito così a 848.250 Bitcoin, acquistati nel tempo per circa 64 miliardi di dollari. Il costo medio dell’intera riserva è pari a 75.444 dollari per Bitcoin: un dato importante perché permette di confrontare l’investimento storico con le oscillazioni del mercato.
L’operazione è stata finanziata soprattutto attraverso la vendita di 125.183 azioni ordinarie MSTR, dalla quale la società ha ricavato 21 milioni di dollari netti. Il restante mezzo milione è arrivato dalla liquidità disponibile. Questo meccanismo consente a Strategy di acquistare criptovalute raccogliendo nuovi capitali sul mercato azionario, anziché impiegare esclusivamente risorse accumulate attraverso l’attività operativa.
La seconda operazione è economicamente ancora più rilevante. Strategy ha riacquistato 1.932.145 azioni STRC per 192,4 milioni di dollari, quasi nove volte la somma destinata ai nuovi Bitcoin. STRC identifica una categoria di azioni privilegiate perpetue, denominata Stretch, caratterizzata da una remunerazione variabile. Non si tratta delle normali azioni MSTR e neppure di Bitcoin: sono strumenti finanziari con caratteristiche differenti, utilizzati dalla società per strutturare la propria raccolta di capitale.
Riacquistare queste azioni significa intervenire sulla composizione dei finanziamenti e degli strumenti emessi. L’operazione può contribuire a ridurre il numero di titoli privilegiati in circolazione e i relativi impegni economici, a seconda del trattamento delle azioni riacquistate. Non equivale però automaticamente a cancellare debiti o ad annullare ogni obbligo futuro. Per il programma di riacquisto dei titoli privilegiati restano autorizzati altri 354,8 milioni di dollari, mentre per le azioni ordinarie MSTR è disponibile un programma separato da un miliardo.
Accanto agli investimenti in Bitcoin, la società conserva una notevole dotazione in dollari. All’11 ottobre disponeva di una riserva specifica di 4,88 miliardi, destinata a sostenere il pagamento dei dividendi privilegiati e degli interessi sul debito, oltre a 640,5 milioni di liquidità per altre necessità aziendali. Complessivamente sono circa 5,5 miliardi di dollari, una disponibilità che offre margini di manovra anche nelle fasi difficili del mercato.
Questo equilibrio è centrale per comprendere la strategia di Saylor. Bitcoin costituisce il principale investimento di lungo periodo, ma il suo valore può cambiare rapidamente e non produce automaticamente flussi di cassa con cui pagare dividendi o interessi. Per questo la società deve coordinare raccolta di fondi, scadenze, distribuzioni agli investitori e disponibilità liquide.
Per gli azionisti resta una doppia opportunità accompagnata da rischi evidenti. Se Bitcoin aumenta di valore, le riserve possono rafforzare il patrimonio; se scende, le perdite di valutazione possono pesare sui conti e sulla fiducia del mercato. Inoltre, l’emissione di nuove azioni ordinarie può diluire la partecipazione degli investitori esistenti.
Il messaggio ai mercati è che la crescita delle riserve digitali non elimina la necessità di preservare liquidità e flessibilità finanziaria. L’annuncio di ottobre racconta dunque una trasformazione più ampia: Strategy non si limita ad acquistare Bitcoin, ma costruisce attorno alla criptovaluta un modello finanziario che combina mercati azionari, titoli privilegiati e riserve monetarie. La sostenibilità di questo sistema dipenderà soprattutto dalla disciplina nella gestione del capitale e dalla capacità di attraversare anche periodi prolungati di forte volatilità.