OpenReserve Bank ha ottenuto dall’Office of the Comptroller of the Currency una prima approvazione condizionata per diventare una banca nazionale statunitense a pieno servizio, segnando un passaggio importante nel progressivo avvicinamento tra sistema bancario tradizionale e infrastrutture blockchain. Il progetto nasce a Salt Lake City, nello Utah, e punta a costruire un istituto regolamentato capace di offrire servizi bancari ordinari insieme a strumenti digitali, depositi tokenizzati e regolamenti on-chain.
La decisione dell’OCC non equivale ancora all’autorizzazione definitiva ad aprire al pubblico. OpenReserve dovrà completare tutti i requisiti previsti prima dell’avvio operativo, ottenere l’assicurazione sui depositi dalla Federal Deposit Insurance Corporation e fare domanda per entrare nel sistema della Federal Reserve. L’autorità potrà inoltre modificare, sospendere o revocare il via libera preliminare qualora emergano elementi nuovi durante la fase organizzativa.
Il modello scelto da OpenReserve è più ampio rispetto a quello di molte società crypto che negli ultimi anni hanno cercato una licenza fiduciaria nazionale. La società intende infatti operare come banca commerciale completa, con prodotti di deposito e credito, servizi di pagamento, gestione della tesoreria, attività legate agli asset digitali, rapporti bancari internazionali e una piattaforma banking-as-a-service destinata anche ad altre imprese finanziarie e tecnologiche.
Uno degli elementi più innovativi riguarda la possibilità di integrare funzioni tokenizzate nei prodotti di deposito. L’obiettivo è permettere una gestione del denaro più continua, automatizzata e compatibile con le reti blockchain, superando alcuni limiti temporali e infrastrutturali dei sistemi tradizionali. La banca prevede inoltre di creare una controllata interamente posseduta dedicata alle stablecoin denominate in dollari e garantite da riserve, che potrebbe occuparsi di emissione, custodia, conversione e pagamenti. Per questa attività sarà però necessaria una specifica domanda autorizzativa.
OpenReserve intende offrire anche servizi di custodia di criptovalute e altri asset digitali, gestione di wallet e trasferimenti internazionali effettuati attraverso stablecoin. La struttura potrà ricevere commissioni direttamente in asset digitali e detenere quantità limitate di criptovalute necessarie a pagare le commissioni delle reti blockchain. Si tratta di attività che l’OCC ha già riconosciuto, entro determinati limiti, come compatibili con il business bancario nazionale.
Il progetto è sostenuto anche da investitori come Andreessen Horowitz, Jump Capital, Coinbase Ventures, Wintermute Ventures e altri fondi specializzati nella nuova infrastruttura finanziaria digitale e nell’innovazione bancaria globale.
L’apertura regolamentare non elimina però i vincoli prudenziali. Durante i primi tre anni OpenReserve dovrà mantenere un coefficiente minimo di leva Tier 1 del 12% e qualsiasi modifica significativa del piano industriale dovrà essere preventivamente comunicata all’autorità. Il capitale iniziale versato dovrà essere almeno pari a 210 milioni di dollari, al netto dei costi sostenuti prima dell’apertura.
Particolare attenzione sarà dedicata anche alla sicurezza informatica. Prima del lancio, la banca dovrà sottoporre la propria infrastruttura tecnologica a verifiche indipendenti, test di sicurezza e controlli sui sistemi elettronici, inclusi i punti di accesso remoto e le protezioni contro intrusioni e attacchi informatici. Dovranno inoltre essere pienamente operative le procedure antiriciclaggio, i controlli sulle sanzioni e i sistemi di gestione del rischio.
Il progetto si inserisce in una fase di forte cambiamento della politica americana verso gli asset digitali. Dopo anni di rapporti difficili tra banche e imprese crypto, le autorità stanno mostrando maggiore disponibilità verso modelli in cui blockchain e stablecoin vengono integrate dentro strutture sottoposte alla supervisione federale.
Se OpenReserve riuscirà a completare l’iter, il risultato potrebbe andare oltre la nascita di una nuova banca. Il vero elemento di novità sarebbe l’ingresso stabile della blockchain nell’architettura ordinaria del credito e dei pagamenti, con depositi, trasferimenti e servizi finanziari progettati fin dall’origine per funzionare anche on-chain. Un segnale che negli Stati Uniti la distanza tra finanza tradizionale e finanza digitale continua a ridursi.