Il Regno Unito vuole accelerare sulla finanza digitale senza rinunciare alla prudenza che tradizionalmente caratterizza la Bank of England. Il governo britannico ha annunciato l’intenzione di attribuire alla banca centrale un nuovo obiettivo secondario dedicato all’innovazione nei sistemi di pagamento e nelle nuove forme di moneta digitale, comprese le stablecoin. La stabilità finanziaria resterà comunque la priorità assoluta, ma per Londra diventa sempre più importante evitare che le regole nate per proteggere il sistema finiscano per rallentare lo sviluppo tecnologico.
La modifica dovrebbe essere introdotta attraverso il Financial Services and Markets Bill e trasformerebbe il sostegno all’innovazione da semplice orientamento politico a responsabilità formale della Bank of England. L’istituto sarebbe inoltre chiamato a riferire ogni anno al Parlamento sui progressi compiuti, spiegando in che modo la propria attività di supervisione abbia favorito l’evoluzione dei pagamenti digitali senza aumentare i rischi per il sistema finanziario.
La scelta arriva in una fase decisiva per il mercato britannico delle stablecoin. Il mercato globale di questi strumenti vale ormai oltre 300 miliardi di dollari, un dato che spiega l’attenzione crescente dei regolatori. Questi token digitali cercano di mantenere un valore stabile rispetto a una valuta tradizionale, come la sterlina o il dollaro, e stanno assumendo un ruolo crescente nei pagamenti, nei trasferimenti internazionali e nei mercati basati su blockchain. Il loro utilizzo non è più limitato al trading di criptovalute, perché banche, società tecnologiche e operatori finanziari stanno studiando applicazioni per il regolamento delle transazioni, la tokenizzazione degli asset e i pagamenti programmabili.
Proprio per questo la Bank of England ha già rivisto alcune delle proposte più rigide formulate in precedenza. A giugno ha abbandonato l’idea di imporre limiti temporanei alla quantità di stablecoin detenibile da cittadini e imprese, preferendo introdurre un tetto temporaneo all’emissione delle stablecoin considerate sistemiche. Il limite iniziale è stato fissato a 40 miliardi di sterline per ciascun token e potrà essere riesaminato nel tempo.
Anche la struttura delle riserve è stata resa più flessibile. Gli emittenti di stablecoin sistemiche potranno detenere fino al 70% delle attività di copertura in titoli di Stato britannici a breve termine, mentre la parte restante dovrà essere mantenuta presso la banca centrale. L’obiettivo è trovare un compromesso tra sicurezza e sostenibilità economica del modello di business, assicurando allo stesso tempo che gli emittenti dispongano di liquidità sufficiente per far fronte rapidamente alle richieste di rimborso.
Il quadro britannico sarà costruito insieme alla Financial Conduct Authority. La FCA ha già definito nuove regole per gli operatori crypto, introducendo requisiti patrimoniali, controlli sulla solidità finanziaria e norme contro manipolazioni e abusi di mercato. Le imprese potranno presentare domanda di autorizzazione dal 30 settembre 2026 al 28 febbraio 2027, mentre il nuovo regime obbligatorio entrerà in vigore il 25 ottobre 2027. Per le stablecoin sistemiche la supervisione sarà quindi il risultato di un coordinamento tra FCA e Bank of England.
La strategia di Londra riflette anche la crescente competizione internazionale. Gli Stati Uniti hanno accelerato sulla regolamentazione delle stablecoin, mentre l’Unione europea opera già nel quadro del MiCA. Il Regno Unito non vuole trovarsi nella posizione di inseguire mercati capaci di attirare capitali, imprese e infrastrutture digitali.
La nuova missione affidata alla Bank of England segnala quindi un cambiamento importante. L’innovazione non viene più considerata soltanto un fenomeno da controllare, ma un elemento che il regolatore deve contribuire a rendere possibile quando può svilupparsi in condizioni sicure. La sfida sarà evitare due estremi opposti, una regolamentazione troppo rigida che spinga gli operatori verso altre giurisdizioni e regole troppo permissive che trasferiscano nuovi rischi nel cuore del sistema dei pagamenti. Per Londra, il futuro delle stablecoin passa esattamente da questo equilibrio.