La Russia compie un nuovo passo verso l’integrazione delle criptovalute nel sistema bancario. Sberbank, il maggiore istituto di credito del Paese, ha ottenuto dalla Banca di Russia l’autorizzazione a operare nel mercato degli scambi di valute digitali. La decisione apre la strada a un servizio che potrebbe consentire ai clienti di acquistare e vendere criptovalute attraverso i canali bancari tradizionali, senza ricorrere necessariamente a piattaforme esterne.
L’istituto punta al primo dicembre 2026 per il lancio dei nuovi prodotti, subordinatamente al completamento delle condizioni operative e regolamentari. Nel frattempo sta sperimentando nell’app Sberbank Online operazioni su Bitcoin, Ether e USDT, la stablecoin collegata al dollaro statunitense. Le prove riguardano anche depositi e prelievi di attività digitali. L’elenco definitivo degli strumenti disponibili dipenderà comunque dalle decisioni dell’autorità di vigilanza.
La novità non consiste soltanto nel permesso di comprare criptovalute. All’inizio di ottobre Sberbank era già entrata nel registro dei depositari digitali, soggetti incaricati di registrare la titolarità e i trasferimenti degli asset. Con il successivo ingresso nel registro degli operatori di cambio, la banca può sviluppare sia servizi di negoziazione sia funzioni di custodia. Due attività differenti, ma complementari per costruire un’offerta bancaria completa.
Il cambiamento nasce da una svolta normativa. Una legge entrata in vigore il primo settembre ha definito regole specifiche per il mercato russo delle criptovalute, coinvolgendo banche, broker, piattaforme di scambio e depositari. È una direzione diversa rispetto al 2022, quando la banca centrale aveva proposto restrizioni assai più radicali. Oggi Mosca sceglie di ammettere questi strumenti entro un perimetro controllato, anziché lasciarne la circolazione prevalentemente fuori dai circuiti finanziari autorizzati.
L’accesso, tuttavia, non sarà privo di limiti. Gli investitori non qualificati potranno acquistare soltanto criptovalute considerate sufficientemente liquide, dopo aver superato un test di conoscenza, entro 300.000 rubli all’anno per intermediario. Gli investitori qualificati saranno soggetti al test, ma non allo stesso tetto quantitativo. Le nuove regole intendono contenere i rischi per i risparmiatori meno esperti senza escluderli completamente dal mercato.
Esiste inoltre una distinzione essenziale tra investimento e pagamento. La possibilità di acquistare Bitcoin non autorizza a utilizzarlo liberamente per pagare beni e servizi all’interno della Russia, dove il divieto continua a valere. Dal primo luglio 2027, inoltre, per i residenti le operazioni dovranno passare attraverso soggetti autorizzati, restringendo lo spazio degli scambi diretti tra privati. È una scelta che favorisce la tracciabilità, ma riduce l’autonomia delle transazioni fra utenti.
Sberbank non è sola. Anche VTB e operatori legati al gruppo T-Technologies sono presenti nella nuova infrastruttura regolamentata. Per le grandi banche il settore rappresenta un’opportunità commerciale: trattenere clienti interessati alle criptovalute, offrire servizi aggiuntivi e integrare gli investimenti digitali nelle applicazioni già utilizzate quotidianamente. Per le autorità significa invece concentrare maggiori controlli su identità dei clienti, operazioni e intermediari.
Per capire la portata dell’iniziativa occorre distinguere queste attività dal rublo digitale, versione digitale della moneta emessa dalla banca centrale. Bitcoin ed Ether sono strumenti il cui prezzo dipende dal mercato, mentre USDT cerca di mantenere un valore vicino al dollaro. Nessuno di questi coincide con la valuta nazionale emessa dallo Stato. La differenza conta soprattutto per chi investe, perché cambiano il funzionamento degli strumenti, i rischi e le possibili tutele per il cliente.
Restano aperte questioni importanti. Il valore delle criptovalute può oscillare rapidamente, la custodia richiede difese informatiche adeguate e il rispetto delle regole non elimina il rischio di perdita. Neppure l’ingresso delle banche cancella gli effetti delle sanzioni internazionali sulle operazioni transfrontaliere. L’autorizzazione a Sberbank segnala dunque una trasformazione significativa, ma non una liberalizzazione senza condizioni. La Russia sta costruendo un mercato delle criptovalute più bancario, vigilato e collegato alle proprie infrastrutture finanziarie.