La Lettonia prevede di introdurre nella prima metà del 2027 un quadro normativo per la tokenizzazione degli asset reali, o RWA. A indicare l’obiettivo è stato il ministro dell’Economia Viktors Valainis. Il lavoro coinvolge il ministero dell’Economia, la banca centrale, il ministero delle Finanze e rappresentanti del settore.
Tra le possibili prime applicazioni figurano gli immobili commerciali. Anche i titoli di Stato sono indicati come una priorità ancora in esame. Non sono però disponibili dettagli sulle misure previste, sui soggetti che potranno operare nel nuovo perimetro né su eventuali progetti applicativi.
La tokenizzazione consiste nella rappresentazione digitale di diritti collegati a un’attività esistente. Nel caso di un immobile commerciale, il punto decisivo non è soltanto la creazione di un token, ma la definizione del diritto che quel token attribuisce: una quota, un credito, un diritto economico o un’altra posizione prevista dalla struttura dell’operazione. Lo stesso vale per un titolo di Stato, per il quale restano centrali le condizioni dell’emissione, il debitore, le scadenze e le modalità di rimborso.
La tecnologia, da sola, non chiarisce questi aspetti. Un quadro normativo dovrà quindi stabilire come siano identificati gli asset o i diritti rappresentati, quali regole disciplinino trasferimenti e registrazioni e quali responsabilità ricadano sui soggetti coinvolti. La possibilità di dividere digitalmente un’esposizione non equivale inoltre, di per sé, alla presenza di un mercato liquido o alla semplicità di rivendere il token.
Secondo Valainis, la valutazione degli adeguamenti normativi è ancora in corso. L’obiettivo iniziale era completarla entro il 1° ottobre dell’anno indicato nella comunicazione, ma il lavoro non risulta concluso. La circostanza conferma che il percorso resta in una fase di elaborazione e che la scadenza della prima metà del 2027 rappresenta, allo stato delle informazioni disponibili, un traguardo previsto e non l’annuncio di emissioni già definite.
L’interesse per immobili commerciali e titoli di Stato mostra due possibili direzioni della tokenizzazione: da una parte la rappresentazione digitale di attività legate all’economia reale, dall’altra l’eventuale applicazione a strumenti di debito pubblico. In entrambi i casi, l’utilità del modello dipenderà dalla chiarezza dei diritti associati ai token e dalle regole che accompagneranno la loro emissione e circolazione.
Per investitori, imprese e intermediari, la novità lettone è quindi soprattutto regolamentare. Il progetto non consente ancora di valutare prodotti specifici o effetti concreti sul mercato, ma segnala l’intenzione di definire un perimetro per applicazioni che oggi il governo considera prioritarie. Il passaggio decisivo sarà la traduzione dell’obiettivo in norme e procedure capaci di collegare in modo chiaro la rappresentazione digitale ai diritti sull’attività sottostante.