La Corea del Sud guarda alle stablecoin come a una possibile leva per ridurre in modo significativo i costi dei pagamenti nel commercio. Secondo un’analisi dell’Ufficio di Bilancio dell’Assemblea Nazionale, l’utilizzo di stablecoin denominate in won potrebbe consentire agli esercenti sudcoreani di risparmiare ogni anno tra 370 miliardi e 5,15 trilioni di won, equivalenti a circa 275 milioni e 3,8 miliardi di dollari. La forbice è ampia perché dipende dal livello di adozione dei pagamenti digitali su blockchain e dalle commissioni che verrebbero applicate dai nuovi sistemi.
Il tema è particolarmente rilevante in un Paese caratterizzato da una forte diffusione dei pagamenti elettronici. Oggi buona parte delle transazioni commerciali passa attraverso circuiti di carte, banche e operatori di pagamento che trattengono commissioni su ogni operazione. Una stablecoin ancorata al won potrebbe ridurre il numero degli intermediari, rendendo il trasferimento di valore più diretto e abbassando i costi sostenuti soprattutto dagli esercenti con grandi volumi di transazioni.
Le stablecoin sono token digitali progettati per mantenere un valore stabile rispetto a una valuta tradizionale. Nel caso sudcoreano, l’obiettivo sarebbe creare strumenti collegati al won capaci di essere utilizzati nei pagamenti quotidiani, nei servizi digitali e, in prospettiva, anche nei mercati finanziari tokenizzati. La questione assume inoltre una dimensione strategica perché il mercato mondiale delle stablecoin è ancora quasi interamente dominato da token legati al dollaro. A luglio, secondo i dati richiamati dall’ufficio parlamentare, le stablecoin denominate in dollari rappresentavano il 98,8% di un mercato globale da circa 312,3 miliardi di dollari.
Per Seul sviluppare una stablecoin domestica significa quindi non soltanto cercare maggiore efficienza nei pagamenti, ma anche limitare una possibile dipendenza crescente da strumenti finanziari digitali legati alla valuta statunitense. La diffusione di stablecoin in dollari potrebbe infatti incidere nel tempo sui flussi valutari, sulla domanda di won e sulla capacità delle autorità monetarie di controllare alcuni meccanismi del sistema finanziario interno.
Il progetto presenta però anche rischi importanti. Se una parte rilevante della liquidità oggi depositata presso le banche venisse trasferita verso stablecoin, gli istituti potrebbero disporre di meno risorse da destinare al credito. Ciò potrebbe ridurre il loro ruolo di intermediari finanziari e modificare il funzionamento tradizionale del sistema bancario. Un altro problema riguarda la solidità delle riserve che garantiscono il valore dei token. In caso di richieste massicce di rimborso, gli emittenti potrebbero essere costretti a vendere rapidamente gli asset di copertura, aumentando il rischio che la stablecoin perda la parità con il won.
Per questa ragione le autorità stanno valutando un quadro normativo capace di accompagnare l’innovazione senza compromettere la stabilità finanziaria. Tra le ipotesi figurano requisiti rigorosi sulle riserve, limiti alle remunerazioni offerte ai possessori di stablecoin e una vigilanza rafforzata sugli strumenti destinati a raggiungere una diffusione sistemica. Rimane inoltre aperta la questione relativa agli emittenti. La Bank of Korea sostiene un modello nel quale le società autorizzate siano controllate almeno al 51% da banche, mentre la Financial Services Commission teme che criteri troppo restrittivi possano rallentare concorrenza e innovazione.
Il dibattito si inserisce in una trasformazione più ampia del sistema finanziario sudcoreano. Dal febbraio 2027 il Paese prevede infatti di ampliare il mercato dei titoli tokenizzati, con l’obiettivo successivo di collegare le infrastrutture blockchain dedicate ai securities token ai sistemi di pagamento basati su stablecoin. In questo scenario, la moneta digitale potrebbe diventare non soltanto uno strumento per acquistare beni e servizi, ma anche il mezzo di regolamento di una nuova infrastruttura finanziaria.
La Corea del Sud sta quindi cercando un equilibrio tra efficienza e stabilità. Il potenziale risparmio per i commercianti è rilevante, ma il vero banco di prova sarà costruire un sistema capace di offrire pagamenti più economici senza trasferire nuovi rischi su banche, risparmiatori e mercati. Se la regolamentazione riuscirà a tenere insieme questi obiettivi, le stablecoin in won potrebbero diventare uno dei primi esempi su larga scala di integrazione tra blockchain, commercio quotidiano e finanza tradizionale.