La Cina ha fissato al 2030 l’obiettivo di completare una rete blockchain nazionale. L’indirizzo è contenuto nel 15° Piano quinquennale per l’informatizzazione nazionale, pubblicato il 23 ottobre 2026 dalla Commissione centrale per gli affari del cyberspazio. Il progetto non riguarda soltanto l’adozione di singole applicazioni: il piano prospetta un’architettura nazionale composta da una spina dorsale centrale, hub regionali e servizi di identità digitale distribuita.
La blockchain viene collocata tra le componenti dell’infrastruttura tecnologica del Paese, parallelamente allo sviluppo delle reti 5G e 6G. Il piano ne prevede un impiego esteso nel commercio, nella finanza, nella manifattura e nell’agricoltura, indicando inoltre applicazioni nel delta del fiume Yangtze e nella regione di Chengdu-Chongqing. Il traguardo del 2030 descrive però un obiettivo di pianificazione: non attesta che una rete nazionale completa sia già operativa, né chiarisce quali risultati produrranno le singole applicazioni.
La scelta cinese separa con nettezza la blockchain dalle attività commerciali legate alle criptovalute, che restano vietate. La tecnologia dei registri distribuiti può essere utilizzata anche senza un asset digitale liberamente scambiabile. In questa prospettiva, una rete può essere riservata a partecipanti identificati, con regole di accesso definite e funzioni orientate alla gestione di dati e procedure piuttosto che alla negoziazione di criptovalute.
Il piano punta a integrare la blockchain nell’amministrazione governativa, nella gestione delle catene di approvvigionamento e nei servizi finanziari. Per una filiera produttiva, un registro condiviso può servire a registrare passaggi e documenti tra soggetti diversi; per l’amministrazione o la finanza può sostenere la condivisione controllata di informazioni e verifiche. L’utilità concreta, tuttavia, non dipende dalla sola tecnologia. La registrazione su una blockchain non garantisce da sé la correttezza del dato inserito, né sostituisce controlli, regole e responsabilità organizzative.
La struttura gerarchica prevista — una spina dorsale centrale collegata a hub regionali — indica un’impostazione fondata sul coordinamento nazionale. Un punto centrale sarà l’interoperabilità, cioè la capacità di sistemi differenti di scambiare e utilizzare informazioni secondo regole compatibili. Senza standard comuni, la diffusione di registri distinti rischia di mantenere dati e procedure separati; con una cornice condivisa, la rete potrebbe sostenere collegamenti tra amministrazioni, imprese e filiere operanti in territori diversi. Il piano segnala questa ambizione, ma non dettaglia gli standard tecnici, i soggetti incaricati o le tappe intermedie di realizzazione.
Anche i servizi di identità digitale distribuita rientrano nel disegno annunciato. In termini generali, questi sistemi possono associare credenziali digitali a persone, organizzazioni o dispositivi per autorizzare operazioni o attestare informazioni. Restano però aperti aspetti essenziali, tra cui l’emissione, l’aggiornamento e la revoca delle credenziali, nonché le modalità di gestione dei dati. Il piano prevede l’implementazione di tali servizi, senza precisarne nel dettaglio la disciplina operativa.
Nel settore finanziario, il riferimento alla blockchain non equivale a un’apertura al mercato delle criptovalute né dimostra la creazione di nuovi strumenti d’investimento. L’uso di registri distribuiti nei servizi finanziari può riguardare processi informativi o documentali, ma non determina automaticamente diritti giuridici, liquidità di mercato o protezione del capitale.
La rilevanza dell’annuncio sta dunque nella scala dell’obiettivo e nella collocazione della blockchain tra le infrastrutture nazionali destinate a sostenere attività pubbliche e produttive. Il nodo sarà l’attuazione: una rete pianificata dovrà tradursi in servizi interoperabili e in regole applicabili ai diversi utilizzi previsti. Il 2030 rappresenta la scadenza indicata dalla Cina; il funzionamento effettivo della rete dipenderà dalle modalità con cui il piano verrà realizzato.