L’Office of the Comptroller of the Currency (OCC) ha invitato le banche comunitarie statunitensi a valutare l’ingresso nel mercato delle stablecoin, anche chiedendo l’autorizzazione a emettere token ancorati al dollaro direttamente o attraverso controllate. L’iniziativa colloca i piccoli istituti nel dibattito sulla futura struttura dei pagamenti digitali negli Stati Uniti.
L’OCC, che supervisiona le banche nazionali, le associazioni federali di risparmio e le filiali e agenzie federali di banche estere, ha collegato questo invito alle proprie iniziative per le banche comunitarie. L’obiettivo dichiarato è consentire a questi operatori di crescere, competere e continuare a servire le rispettive comunità anche nell’evoluzione dei servizi di pagamento.
Il passaggio si inserisce nell’attuazione del GENIUS Act, indicato come il quadro federale per gli emittenti di stablecoin. In un bollettino del 21 ottobre, l’OCC ha comunicato che gli emittenti dovranno conformarsi alle regole finalizzate dall’autorità dal 18 gennaio 2027, data di entrata in vigore dei requisiti federali di approvazione. Gli emittenti già attivi che presenteranno entro quella scadenza una domanda sostanzialmente completa potranno chiedere esenzioni temporanee per continuare a operare durante l’esame dell’istanza. L’autorità ha dichiarato di attendersi, in generale, di concedere tali misure quando appropriate.
Il canale per le domande non è però ancora disponibile. L’OCC ha spiegato che l’apertura del processo seguirà il completamento dell’approvazione della documentazione federale necessaria. Per le banche comunitarie, quindi, l’indicazione del regolatore non coincide ancora con una procedura immediatamente attivabile, ma segnala il perimetro nel quale l’autorità intende favorire la partecipazione degli istituti minori.
L’invito arriva mentre gruppi bancari statunitensi chiedono ai legislatori di limitare i rendimenti associati alle stablecoin. La loro preoccupazione è che token remunerati possano sottrarre depositi alle banche tradizionali. La posizione dell’OCC non risolve questo confronto, ma propone alle banche comunitarie di considerare un ruolo diretto nel mercato anziché lasciare il settore dei pagamenti in stablecoin alle grandi banche e alle società crypto.
Sul contesto pesa anche il confronto sulle autorizzazioni già concesse dall’OCC a operatori crypto. L’Independent Community Bankers of America ha avviato un’azione legale sostenendo che l’autorità abbia oltrepassato i propri poteri nell’attribuire lo status di banca fiduciaria nazionale a società del comparto. La senatrice Elizabeth Warren ha inoltre chiesto chiarimenti sulle licenze assegnate a nove istituzioni focalizzate sulle criptovalute, sollevando dubbi sul rispetto delle regole federali e sui rischi per il sistema finanziario. L’OCC ha distinto queste autorizzazioni dal modello delle banche comunitarie, osservando che le società fiduciarie crypto non operano necessariamente con lo stesso modello di business né intendono offrire gli stessi servizi delle banche comunitarie.
La novità, allo stato, è dunque regolatoria e competitiva: l’OCC segnala alle banche comunitarie che potranno concorrere per diventare emittenti autorizzati di stablecoin. Resta da vedere quante sceglieranno di farlo e come si definirà il processo autorizzativo quando le domande saranno aperte.