Janus Henderson e Centrifuge hanno lanciato JQQQ, un fondo on-chain che punta a replicare il Nasdaq-100 ed è emesso sulla blockchain Stellar. L’operazione porta su un’infrastruttura blockchain un’esposizione a uno degli indici azionari più noti degli Stati Uniti, ma soprattutto adotta una struttura nella quale il gestore del fondo, il fornitore tecnologico e il licenziante dell’indice hanno ruoli dichiarati e distinti.
Janus Henderson emette e gestisce il fondo; Centrifuge fornisce l’infrastruttura blockchain; Nasdaq concede la licenza per l’utilizzo dell’indice come benchmark. JQQQ non consiste quindi nella semplice rappresentazione digitale di singole azioni: è un fondo il cui obiettivo è seguire l’andamento del Nasdaq-100, indice che include tra le altre Nvidia, Apple e Microsoft. L’investitore ottiene esposizione al fondo e non acquista direttamente le società comprese nel paniere.
La differenza rispetto ai token azionari creati da terzi è il punto centrale del lancio. Questi ultimi possono essere garantiti da azioni detenute in custodia oppure essere strumenti separati che ne seguono il prezzo. In tali modelli, chi acquista il token non possiede necessariamente le azioni sottostanti né riceve i diritti riconosciuti agli azionisti. JQQQ segue invece un modello sponsorizzato dall’emittente: Janus Henderson è direttamente coinvolta nell’emissione e nella gestione del veicolo, mentre Nasdaq autorizza l’uso del proprio indice.
La distinzione assume rilievo nel dibattito su chi possa tokenizzare strumenti finanziari e a quali condizioni. La rappresentazione su blockchain non definisce da sola i diritti economici e giuridici dell’investitore: questi dipendono dalla struttura del prodotto. Per i fondi emessi dai rispettivi gestori, la blockchain può diventare il livello operativo attraverso cui le quote sono emesse e circolano; non trasforma però automaticamente un prodotto finanziario in un titolo azionario né attribuisce diritti diversi da quelli previsti dal fondo.
JQQQ arriva dopo SPXA, il Janus Henderson Anemoy S&P 500 Fund, indicato come il primo fondo indice tokenizzato con licenza di S&P Dow Jones Indices. Janus Henderson dichiara che la propria piattaforma di investimenti on-chain supera 1 miliardo di dollari di asset, distribuiti tra Treasury statunitensi, credito strutturato e azioni. Il dato riguarda gli attivi presenti sulla piattaforma e non fornisce, da solo, indicazioni sui volumi di negoziazione o sulla liquidità di ogni singolo fondo.
L’ingresso di un’esposizione al Nasdaq-100 amplia la tokenizzazione oltre le aree che hanno finora attirato maggiore attenzione, come titoli di Stato statunitensi, fondi monetari e credito privato. Il passaggio non elimina le caratteristiche finanziarie dell’investimento: un fondo che replica un indice azionario resta legato all’andamento del mercato di riferimento e alle modalità con cui viene gestito per seguirlo.
Centrifuge vede nella tokenizzazione la possibilità di rendere gli asset detenuti dagli investitori componenti di un sistema finanziario on-chain. In prospettiva, le quote potrebbero essere usate come garanzia per prestiti o trasferite tra applicazioni finanziarie basate su blockchain. Si tratta tuttavia di possibilità soggette ai requisiti normativi e al supporto delle piattaforme, non di funzioni che derivano automaticamente dal lancio del fondo.
Per Janus Henderson, che secondo la notizia sovrintende a circa 500 miliardi di dollari, JQQQ rappresenta quindi un’estensione della propria offerta on-chain verso un indice azionario. Per il mercato, il caso mette in evidenza una questione più ampia della sola tecnologia: nella tokenizzazione di prodotti tradizionali contano il soggetto che emette lo strumento, i diritti collegati alla quota e il modo in cui l’infrastruttura digitale si inserisce nella struttura del fondo. La blockchain può modificare il canale attraverso cui un investimento viene emesso e trasferito; la natura del prodotto resta definita dalla sua architettura finanziaria e contrattuale.