Il mercato dei derivati legati alle azioni sta vivendo una trasformazione che fino a pochi mesi fa sembrava improbabile. Ad agosto i futures perpetui su titoli azionari scambiati attraverso gli exchange crypto hanno raggiunto un volume complessivo di 665,42 miliardi di dollari, segnando un nuovo record. Il dato è cresciuto del 4,6% rispetto ai 636,19 miliardi di luglio, ma il confronto più sorprendente è con gennaio, quando il volume si fermava a 11,58 miliardi. In otto mesi il mercato si è quindi moltiplicato di oltre 56 volte.
I futures perpetui sono contratti derivati che permettono di prendere posizione sull’andamento di un asset senza possederlo direttamente e, a differenza dei futures tradizionali, non hanno una scadenza prestabilita. Nati e diventati popolari nel mondo delle criptovalute, stanno ora estendendo la loro logica anche alle azioni e ad altri strumenti della finanza tradizionale. Il risultato è un mercato ibrido nel quale titoli quotati, società tecnologiche e asset sintetici possono essere negoziati con modalità tipiche delle piattaforme crypto, spesso per ventiquattro ore al giorno.
La crescita, tuttavia, è fortemente concentrata. Tre soli sottostanti hanno generato il 50,4% dell’intero volume di agosto. SanDisk ha dominato con 193,58 miliardi di dollari, seguita dal produttore sudcoreano di memorie SK Hynix con 75,89 miliardi e dal contratto SPCX collegato a SpaceX con 65,93 miliardi. Il successo dei titoli legati ai semiconduttori e alle memorie riflette l’attenzione degli investitori verso infrastrutture digitali, intelligenza artificiale e domanda crescente di capacità di calcolo.
Il caso SanDisk rende evidente la dimensione raggiunta dal fenomeno. Il 19 agosto il volume dei futures perpetui legati al titolo ha raggiunto il 62,4% del turnover registrato sul mercato spot statunitense. Una percentuale eccezionale, poi scesa al 38% il 26 agosto, che mostra comunque quanto rapidamente i derivati negoziati sugli exchange crypto possano attirare liquidità anche quando il sottostante appartiene alla finanza tradizionale.
La crescita del settore sta spingendo le grandi piattaforme ad ampliare l’offerta. Binance ha registrato in agosto circa 433,4 miliardi di dollari di volume nei futures perpetui collegati alla finanza tradizionale, quasi quindici volte il dato di gennaio. Circa 342,9 miliardi, pari al 79% del totale, sono arrivati dai contratti legati alle azioni. L’exchange sta inoltre introducendo opzioni su oltre mille azioni statunitensi ed ETF per gli utenti idonei al di fuori degli Stati Uniti, rafforzando la propria trasformazione in una piattaforma multi-asset.
Anche Bybit si prepara a spingere ulteriormente questo modello. Dal 17 settembre lancerà opzioni su futures perpetui azionari disponibili ventiquattro ore su ventiquattro e sette giorni su sette, inizialmente con contratti collegati a SpaceX e Nvidia. Il regolamento avverrà in USDT e saranno possibili anche operazioni frazionate, una caratteristica che riduce la soglia d’accesso rispetto a molti strumenti tradizionali.
Dietro questi numeri emerge una tendenza più ampia. I confini tra mercato crypto e finanza tradizionale stanno diventando meno netti. Gli utenti delle piattaforme digitali vogliono poter negoziare Bitcoin, azioni, ETF e derivati dallo stesso conto e senza essere vincolati agli orari delle Borse. Gli exchange, dal canto loro, cercano nuovi segmenti di crescita e prodotti capaci di trattenere la liquidità all’interno delle proprie infrastrutture.
Resta però elevato il livello di rischio. I futures perpetui consentono l’utilizzo della leva finanziaria, amplificando sia i guadagni sia le perdite, mentre la negoziazione continua può aumentare velocità e volatilità delle operazioni. Inoltre, l’esposizione sintetica a un titolo non equivale necessariamente al possesso dell’azione e non attribuisce automaticamente gli stessi diritti dell’azionista.
Il record di agosto mostra comunque che il fenomeno ha ormai superato la fase sperimentale. Se i volumi continueranno su questi livelli e l’offerta si allargherà a un numero crescente di titoli, gli exchange crypto potrebbero diventare una nuova porta d’accesso globale ai mercati azionari. La competizione non riguarderà più soltanto le criptovalute, ma il modo stesso in cui gli investitori accedono e negoziano gli asset finanziari.