GSR, attiva nel trading e nel market making di criptovalute, ha deciso di investire fino a 100 milioni di dollari in Hare, una nuova iniziativa dedicata al credito onchain. Il progetto nasce insieme a Turtle, piattaforma specializzata nella distribuzione della liquidità, e punta a creare vault capaci di mettere al lavoro stablecoin e asset tokenizzati attraverso strategie di prestito e rendimento basate su blockchain.
L’operazione rappresenta un passaggio significativo per il settore perché sposta l’attenzione dal semplice scambio di criptovalute alla gestione attiva del capitale digitale. I vault onchain sono strutture costruite attraverso smart contract nelle quali gli investitori depositano determinati asset. Il capitale viene poi allocato secondo strategie definite, per esempio nei mercati di lending decentralizzato, con l’obiettivo di generare rendimento. In questo modo una stablecoin, un token rappresentativo dell’oro o un’altra attività digitale possono diventare strumenti produttivi invece di restare fermi in un wallet.
GSR metterà a disposizione il proprio capitale soprattutto attraverso una linea di credito pluriennale. Una parte delle risorse sarà utilizzata come liquidità iniziale nei prodotti di Hare. Il meccanismo permette ai nuovi vault di partire con una dotazione già disponibile prima dell’arrivo degli investitori esterni. Per gli operatori istituzionali questo può rappresentare un elemento di maggiore credibilità, dal momento che il soggetto che sostiene il progetto espone direttamente capitale all’interno delle stesse strutture utilizzate dal mercato.
I primi prodotti previsti saranno basati su Aave, un protocollo di lending della finanza decentralizzata. Hare USD Earn sarà progettato per accogliere le principali stablecoin ancorate al dollaro, riunendole in un unico vault destinato a strategie di rendimento. Hare Gold Earn sarà invece rivolto ai possessori di oro tokenizzato emesso da Paxos, in particolare PAXG e PAXGy, con la collaborazione di Paxos Labs. L’obiettivo è consentire anche a un asset tradizionalmente difensivo come l’oro di essere utilizzato in strategie finanziarie onchain.
Il progetto si inserisce in una tendenza più ampia. Con la crescita della tokenizzazione, quote di fondi, obbligazioni, materie prime e altre attività finanziarie vengono progressivamente rappresentate su blockchain. Di conseguenza aumenta la domanda di infrastrutture capaci non soltanto di custodire o trasferire questi strumenti, ma anche di utilizzarli come garanzia, inserirli nei mercati del credito o integrarli in strategie di rendimento. Secondo i dati citati da CoinDesk, a luglio circa 8,6 miliardi di dollari risultavano già distribuiti in 788 vault selezionati.
La competizione sta crescendo. Two Prime ha recentemente sviluppato un vault dedicato al lending in bitcoin con un sostegno iniziale di 10 milioni di dollari, mentre Galaxy Digital ha lanciato Galaxy Curator, una piattaforma costruita su Morpho e destinata anche ai clienti istituzionali di Fireblocks. Il mercato dei vault comincia quindi ad attirare società strutturate, operatori professionali e capitali sempre più rilevanti.
Hare vuole differenziarsi concentrandosi soprattutto sul credito. Questo significa valutare non soltanto il rendimento potenziale delle strategie, ma anche la qualità delle garanzie, l’affidabilità delle controparti e il comportamento delle posizioni in condizioni di forte stress dei mercati. È un approccio che avvicina la DeFi ai criteri della finanza professionale, dove la gestione del rischio è importante quanto la ricerca del rendimento.
La scelta di GSR mostra quindi come il prossimo sviluppo della finanza digitale possa giocarsi sempre meno sulla semplice compravendita di token e sempre più sulla costruzione di mercati del credito su blockchain. Stablecoin, oro tokenizzato e altri asset digitali stanno diventando componenti di un’infrastruttura finanziaria nella quale liquidità, rendimento e rischio vengono programmati attraverso smart contract. La scommessa da 100 milioni di dollari su Hare indica che, per grandi operatori crypto, il credito onchain non è più un esperimento marginale ma uno dei possibili pilastri della finanza istituzionale del futuro.