Una macchina che compra informazioni da un’altra macchina, paga pochi centesimi e riprende a lavorare senza chiedere ogni volta il permesso a una persona. Non è più soltanto un’ipotesi futuristica. Secondo una ricerca pubblicata il 14 ottobre da Chainalysis, sulla blockchain Base sono state registrate oltre 138 milioni di transazioni attraverso x402, il protocollo sviluppato nell’ecosistema Coinbase per consentire pagamenti automatici tra software. Il dato fotografa una parte precisa del fenomeno, non tutti gli acquisti effettuati dall’intelligenza artificiale nel mondo.
Gli agenti AI sono programmi capaci di svolgere attività articolate, scegliere strumenti e interagire con servizi esterni. Quando hanno bisogno di consultare una banca dati, ottenere una risposta da un modello linguistico o utilizzare capacità di calcolo, possono pagare direttamente il fornitore. x402 rende possibile questa operazione collegando la richiesta digitale al pagamento in criptovalute. Base, la rete blockchain sostenuta da Coinbase, offre un’infrastruttura adatta a movimenti frequenti e di piccolo importo.
Qui entrano in gioco le stablecoin, valute digitali progettate per mantenere un valore relativamente stabile, spesso ancorato al dollaro. Le carte tradizionali comportano costi che rendono poco convenienti incassi minuscoli. Sulla blockchain, invece, persino una richiesta informatica di pochi centesimi può diventare una vendita. Nel periodo di sedici mesi concluso a settembre 2026, oltre l’87% dei pagamenti x402 analizzati valeva tra un centesimo di centesimo e dieci centesimi di dollaro.
Non si tratta soltanto di macchine che acquistano altre applicazioni AI. Gli utilizzi comprendono interrogazioni di motori di ricerca, informazioni finanziarie, verifiche del codice informatico e controlli di sicurezza. Un programma potrebbe, per esempio, acquistare un singolo dato necessario a completare un’analisi invece di sottoscrivere un abbonamento mensile. Questa economia del consumo istantaneo apre opportunità a sviluppatori e fornitori di servizi digitali, ma richiede sistemi capaci di controllare spese e autorizzazioni.
La geografia dei pagamenti rivela differenze sorprendenti. Gli indirizzi digitali attribuiti agli Stati Uniti concentrano l’88,1% delle transazioni geograficamente identificabili destinate all’utilizzo di modelli AI a pagamento. La quota americana scende al 41,8% nei servizi per costruire agenti e al 23,2% nell’acquisto di dati e ricerche. Considerando tutti i servizi x402 con provenienza identificabile, gli Stati Uniti rappresentano circa il 30% delle operazioni.
La Cina segue un percorso differente. I portafogli a essa collegati pesano appena lo 0,1% negli acquisti di capacità dei modelli AI, ma generano circa il 90% delle operazioni geolocalizzate rivolte ai servizi di sicurezza e analisi del codice. Una possibile spiegazione risiede nella diffusione di modelli cinesi utilizzabili senza pagare ogni singola interrogazione, come DeepSeek e Qwen. È però un’ipotesi, non la prova di un ritardo tecnologico.
I segnali di continuità aumentano. Fra i portafogli attivi in giornate differenti, quelli ricaricati entro trenta giorni sono passati dal 70,6% all’89,3% confrontando le coorti del terzo trimestre 2025 e del secondo trimestre 2026. Inoltre, il tempo mediano tra primo finanziamento e prima spesa è sceso da 73 giorni a 18 minuti. I wallet sembrano nascere sempre più spesso per pagare un servizio immediato.
Resta necessario distinguere il numero delle operazioni dal loro valore economico. A luglio, circa 75 milioni di pagamenti in trenta giorni hanno movimentato soltanto 24 milioni di dollari. Parte dell’attività potrebbe inoltre essere sperimentale o artificiosamente incentivata. La sfida sarà verificare quanta domanda autentica sostenga questa crescita e definire chi risponde delle decisioni prese dagli agenti. Anche Visa, Mastercard e Stripe stanno esplorando questo settore. Per le imprese il problema non sarà soltanto incassare, ma stabilire limiti di spesa, verificare i fornitori e riconoscere tempestivamente eventuali anomalie nei pagamenti automatici di ciascun singolo agente. La novità non è una macchina che possiede denaro: è un software che inizia a spenderlo per lavorare.