Strategy compra altri 3.015 Bitcoin e sfida il mercato nonostante perdite per miliardi
La società americana Strategy continua a rafforzare la propria posizione su Bitcoin, anche in un momento di forte pressione sui conti. L’azienda ha infatti acquistato altri 3.015 BTC per un controvalore di 204,1 milioni di dollari, portando le proprie riserve complessive a 720.737 Bitcoin, la più grande dotazione aziendale al mondo in criptovaluta. La comunicazione è stata depositata presso la SEC, confermando un’operazione avvenuta tra il 23 febbraio e il 1° marzo a un prezzo medio di 67.700 dollari per moneta.
L’acquisto è stato finanziato attraverso una combinazione di strumenti di mercato dei capitali. Strategy ha raccolto 229,9 milioni di dollari mediante la vendita di circa 1,7 milioni di azioni ordinarie di Classe A e ulteriori 7,1 milioni tramite l’emissione di 71.590 azioni privilegiate STRC. Si tratta di una struttura finanziaria sempre più orientata verso il capitale privilegiato, segnale di un’evoluzione nella gestione delle fonti di finanziamento per sostenere l’accumulazione di criptovalute.
Il dato più rilevante riguarda però l’esposizione complessiva dell’azienda. L’investimento totale in Bitcoin ammonta oggi a circa 54,77 miliardi di dollari, con un prezzo medio di carico pari a 75.985 dollari per moneta. Poiché la criptovaluta è attualmente scambiata a un valore inferiore rispetto a quel livello, Strategy si trova a fronteggiare perdite non realizzate che hanno superato i 7 miliardi di dollari. Si tratta di una differenza contabile tra prezzo di acquisto e prezzo di mercato che, pur non traducendosi in perdite effettive finché le posizioni non vengono liquidate, pesa in modo significativo sui bilanci.
Nel quarto trimestre del 2025 la società ha registrato una perdita netta di 12,4 miliardi di dollari, attribuita in larga parte alla svalutazione delle proprie partecipazioni in asset digitali. Il mercato azionario ha reagito con forte volatilità: le azioni ordinarie hanno perso circa il 75% rispetto al picco di novembre 2024, quando avevano toccato quota 543 dollari. Il declino di Bitcoin, che dall’inizio dell’anno ha ceduto circa il 23%, ha amplificato le tensioni su un modello di business ormai fortemente legato all’andamento della criptovaluta.
Nonostante questo scenario, Strategy non mostra segnali di rallentamento. L’ultima operazione segna la decima settimana consecutiva di acquisti e arriva subito dopo il centesimo acquisto complessivo annunciato dalla società. La strategia di accumulo appare coerente con l’impostazione sostenuta dal presidente esecutivo Michael Saylor, che continua a presentare Bitcoin come una riserva di valore strategica nel lungo periodo.
Parallelamente, l’azienda ha annunciato un aumento del dividendo annualizzato sulle azioni privilegiate STRC, portandolo all’11,50% per marzo 2026 rispetto all’11,25% del mese precedente. È il settimo incremento mensile consecutivo dall’introduzione di questo strumento nel luglio 2025. La mossa indica un tentativo di rendere più attrattivo il capitale privilegiato agli occhi degli investitori, compensando il rischio percepito legato all’alta esposizione in criptovalute.
Il CEO Phong Le ha spiegato che la società sta progressivamente spostando il focus dall’emissione di azioni ordinarie a quella di titoli privilegiati. Secondo quanto dichiarato in una recente conference call, nell’ultimo anno le azioni privilegiate e lo strumento Stretch hanno raccolto complessivamente 7 miliardi di dollari, pari a circa un terzo dell’intero mercato delle azioni privilegiate. Una quota che evidenzia il peso crescente di Strategy in questo segmento finanziario.
La scelta di proseguire nell’accumulazione di Bitcoin, nonostante le perdite contabili e la pressione sui corsi azionari, riflette una visione imprenditoriale fortemente orientata al lungo termine. Strategy sembra scommettere su un futuro rialzo del mercato delle criptovalute, considerandone l’attuale fase ribassista come un’opportunità di acquisto. L’annuncio anticipato da Saylor sui social, accompagnato dalla frase simbolica “The Turn of the Century”, suggerisce la volontà di presentare ogni nuovo acquisto come parte di un disegno strategico più ampio.
Resta tuttavia aperto il nodo della sostenibilità finanziaria di un’esposizione così concentrata. Se il mercato dovesse continuare a muoversi al ribasso, le perdite non realizzate potrebbero ampliarsi ulteriormente, incidendo sulla fiducia degli investitori. Al contrario, un’inversione di tendenza rafforzerebbe la posizione dell’azienda, trasformando l’attuale pressione contabile in un potenziale vantaggio competitivo.
Nel frattempo Strategy consolida il proprio ruolo di maggiore detentore aziendale di Bitcoin al mondo, confermando una strategia che divide analisti e investitori ma che continua a riscrivere i confini tra finanza tradizionale e asset digitali.