Il mercato delle criptovalute sta attraversando una nuova fase di debolezza e tra i progetti più colpiti nelle ultime ore c’è Solana, che è scesa sotto la soglia degli 85 dollari. Il token SOL ha registrato un calo di circa il 4,6% nelle ultime 24 ore, scambiando intorno agli 84 dollari il 7 marzo e cancellando gran parte dei guadagni accumulati nei primi giorni della settimana. Il movimento ribassista riflette un clima di crescente prudenza tra gli investitori, mentre il mercato crypto nel suo complesso continua a subire pressioni macroeconomiche e finanziarie.
All’inizio della settimana Solana aveva mostrato segnali di recupero, arrivando a toccare un massimo locale di 91,05 dollari il 5 marzo. Il rimbalzo aveva alimentato speranze di una ripresa più ampia del mercato, ma la spinta rialzista si è rivelata di breve durata. I venditori sono tornati rapidamente sul mercato, riportando il prezzo del token verso la parte bassa del suo recente range di trading. Questo comportamento evidenzia come il sentiment rimanga fragile e dominato da una forte volatilità.
La debolezza di SOL è strettamente collegata alla situazione di Bitcoin, che continua a influenzare l’intero ecosistema delle criptovalute. La principale moneta digitale ha perso circa il 48% rispetto al massimo storico registrato nell’ottobre del 2025, quando aveva raggiunto quasi 126.500 dollari. Ancora più significativo è l’andamento del 2026, che ha segnato uno degli inizi d’anno peggiori per Bitcoin. Nei primi cinquanta giorni di trading dell’anno il prezzo è sceso di circa il 23%, alimentando un clima di incertezza nei mercati digitali.
Dietro questa fase ribassista si intrecciano diversi fattori. L’inasprimento dei dazi commerciali negli Stati Uniti, le tensioni geopolitiche e l’aumento dei tassi di interesse hanno contribuito a ridurre l’appetito per gli asset più rischiosi. Allo stesso tempo si è verificata una forte liquidazione delle posizioni con leva finanziaria, un fenomeno che ha amplificato la volatilità e accelerato le vendite. Anche alcuni deflussi istituzionali hanno contribuito a raffreddare l’entusiasmo che aveva caratterizzato il mercato nei mesi precedenti.
Un segnale tecnico particolarmente osservato dagli analisti riguarda il fatto che Bitcoin è sceso sotto la sua media mobile a 365 giorni per la prima volta da marzo 2022. Questo tipo di evento spesso attiva sistemi di trading automatici e strategie algoritmiche che tendono a vendere quando il prezzo rompe livelli tecnici considerati importanti. Il risultato è stato un effetto domino che ha aumentato ulteriormente la pressione ribassista su molte altcoin, tra cui proprio Solana.
Nel corso dell’ultimo anno SOL ha perso oltre il 40% del proprio valore, riflettendo la forte correlazione con l’andamento generale del settore. Gli analisti stanno ora monitorando con grande attenzione alcune soglie tecniche cruciali. La più importante è il livello di 80 dollari, che è stato testato più volte durante l’attuale fase di vendita. Se questo supporto dovesse cedere in modo netto, il mercato potrebbe aprire la strada a ulteriori discese verso 64 dollari e successivamente 59 dollari.
Questo scenario tecnico deriva dalla formazione di un pattern grafico noto come testa e spalle, che si è sviluppato quando il prezzo di Solana ha rotto al ribasso la cosiddetta neckline intorno ai 107 dollari alla fine di gennaio. Al contrario, per tornare a un quadro più costruttivo il token dovrebbe prima recuperare l’area dei 96 dollari e successivamente riconquistare la soglia dei 116 dollari, livelli che rappresentano importanti resistenze.
Anche i dati on-chain mostrano segnali di debolezza. Negli ultimi mesi sono aumentati gli afflussi di SOL sugli exchange, un indicatore spesso interpretato come segnale di possibili vendite imminenti. A fine febbraio gli afflussi netti hanno superato 1,5 milioni di token su base mobile a 30 giorni, suggerendo che molti detentori stanno trasferendo le proprie monete sulle piattaforme di trading per liquidarle.
Nonostante questa pressione di vendita, l’interesse istituzionale non è completamente scomparso. Gli ETF legati a Solana hanno registrato afflussi cumulativi superiori ai 900 milioni di dollari, segno che alcuni investitori continuano a vedere potenziale nel progetto. Tuttavia questi acquisti non sono stati sufficienti a compensare il clima ribassista generale. Nel solo mese di febbraio il prezzo di SOL è sceso di circa il 17%, nonostante gli investimenti provenienti dai fondi.
Guardando al futuro, alcuni osservatori intravedono comunque un possibile elemento di svolta. Nel primo trimestre del 2026 è infatti previsto il lancio dell’aggiornamento Alpenglow, una revisione profonda del meccanismo di consenso di Solana progettata per ridurre drasticamente i tempi di finalizzazione delle transazioni fino a meno di un secondo. Se l’aggiornamento dovesse confermare le aspettative, potrebbe rafforzare la percezione di Solana come infrastruttura blockchain ad alte prestazioni e non soltanto come piattaforma associata alle memecoin.
Nel breve periodo, tuttavia, il mercato continuerà a osservare con attenzione il livello degli 80 dollari. Da questa soglia dipenderà se Solana riuscirà a stabilizzarsi dopo settimane di volatilità oppure se il token dovrà affrontare una nuova fase di correzione più profonda nel mercato delle criptovalute.