Le stablecoin non sono più soltanto uno strumento tecnico per muoversi rapidamente tra criptovalute o proteggersi dalla volatilità. Stanno diventando una vera e propria moneta digitale d’uso quotidiano. Un recente sondaggio internazionale ha rivelato che il 39% degli utenti crypto riceve oggi parte dei propri redditi in valute digitali ancorate al dollaro. Si tratta di stipendi, compensi per lavoro freelance e pagamenti transfrontalieri che, in media, rappresentano circa il 35% dei guadagni annuali degli intervistati.
L’indagine, realizzata da YouGov per conto di BVNK in collaborazione con Coinbase e la società di ricerca Artemis, ha coinvolto 4.658 utenti attuali e potenziali di criptovalute in 15 Paesi. I risultati mostrano un cambiamento strutturale nell’utilizzo delle stablecoin, che da asset di supporto per il trading stanno evolvendo verso strumenti centrali nei flussi economici personali e professionali.
L’adozione è particolarmente forte nei mercati emergenti. Nelle economie a reddito medio e basso di Sud America, Asia e Africa, il 60% degli utenti crypto-nativi possiede stablecoin, contro il 45% nelle economie ad alto reddito come Stati Uniti, Regno Unito ed Europa. L’Africa registra il dato più alto, con un tasso di adozione pari al 79%. In questi contesti, le stablecoin sono percepite come una soluzione concreta a problemi strutturali quali inflazione, instabilità valutaria e costi elevati delle rimesse.
Chi utilizza le stablecoin per pagamenti transfrontalieri segnala un risparmio medio del 40% rispetto ai metodi tradizionali. Non si tratta solo di costi inferiori, ma anche di tempi di regolamento più rapidi e maggiore prevedibilità nelle transazioni. Per freelance, sviluppatori, creatori digitali e venditori su marketplace globali, ricevere pagamenti in stablecoin significa eliminare intermediari costosi e ritardi bancari. Il 76% dei venditori che incassa in stablecoin ha dichiarato un miglioramento nei volumi di vendita, mentre tre quarti degli intervistati affermano che questa modalità ha ampliato la loro capacità di operare a livello internazionale.
Accanto alla funzione di reddito, cresce anche l’uso delle stablecoin come valuta quotidiana. Il 27% dei possessori le utilizza per spese ordinarie, mantenendo un saldo medio di circa 200 dollari nel proprio wallet. Nelle economie ad alto reddito la disponibilità media sale a circa 1.000 dollari, segnale che in questi contesti le stablecoin possono essere percepite anche come strumento di gestione della liquidità o alternativa digitale al conto corrente tradizionale.
Il fenomeno apre scenari interessanti per le banche tradizionali e per il settore fintech. Il 77% degli intervistati dichiara che aprirebbe un portafoglio di stablecoin presso la propria banca se fosse disponibile, e il 71% sarebbe interessato a una carta di debito collegata per spendere direttamente stablecoin nei circuiti tradizionali. Questo dato suggerisce che la domanda di integrazione tra finanza tradizionale e infrastrutture blockchain è concreta e crescente.
I numeri macro confermano la tendenza. La capitalizzazione di mercato delle stablecoin ha superato i 300 miliardi di dollari, raddoppiando nell’ultimo anno, mentre il volume annuale di regolamento raggiunge circa 9 trilioni di dollari. Queste cifre mostrano che le stablecoin non sono più un segmento marginale dell’ecosistema crypto, ma una componente strutturale dei flussi finanziari globali.
Il sondaggio, condotto tra settembre e ottobre 2025, fotografa un momento di transizione. Se in passato le stablecoin erano viste come strumenti temporanei per entrare o uscire dal mercato delle criptovalute, oggi assumono una funzione più ampia, collegata alla digitalizzazione dei pagamenti, alla globalizzazione del lavoro e alla ricerca di alternative efficienti ai sistemi bancari tradizionali.
Resta aperta la questione normativa e regolamentare, soprattutto nei Paesi sviluppati, dove l’adozione è più lenta ma in crescita. Tuttavia, il dato chiave è culturale prima ancora che tecnologico. Milioni di persone stanno scegliendo di ricevere parte del proprio reddito in una valuta digitale ancorata al dollaro, riconoscendone stabilità, rapidità e convenienza. Le stablecoin stanno così passando dal ruolo di infrastruttura invisibile del trading crypto a quello di strumento concreto nella vita economica quotidiana.