DeFi Technologies compie un passo rilevante nel percorso di avvicinamento tra finanza digitale e istituzioni monetarie globali. La società ha annunciato una partnership con il Digital Monetary Institute di OMFIF, l’Official Monetary and Financial Institutions Forum, con l’obiettivo di portare il proprio indice proprietario sugli asset digitali all’attenzione di un pubblico altamente istituzionale, composto da banche centrali, regolatori, investitori professionali, asset manager e operatori dei mercati dei capitali.
Il cuore dell’accordo è il DEFT Valour Investment Opportunity Index, noto come DVIO Index, un benchmark pensato per offrire una lettura più strutturata dei movimenti di capitale nel settore crypto. A differenza di molti indici tradizionali, costruiti principalmente sull’andamento dei prezzi, il DVIO si basa su dati di allocazione effettiva del capitale all’interno della piattaforma regolamentata di prodotti quotati di Valour, controllata da DeFi Technologies. Questo significa che l’indice non si limita a misurare quanto valgono gli asset digitali, ma osserva come il capitale istituzionale si distribuisce tra le diverse opportunità disponibili nel mercato.
Il DVIO Index traccia i primi 50 asset digitali per patrimonio in gestione all’interno della piattaforma Valour ed è ribilanciato settimanalmente secondo criteri prestabiliti. Questa impostazione lo rende uno strumento diverso dai semplici termometri di mercato. Il suo valore principale risiede nella capacità di mostrare quali segmenti del mondo crypto attraggono maggiore attenzione da parte degli investitori che operano attraverso veicoli regolamentati. In un settore spesso dominato da volatilità, narrazioni speculative e movimenti improvvisi, un indice basato su regole e dati reali può diventare un riferimento utile per leggere le dinamiche profonde della domanda.
La partnership con OMFIF amplia notevolmente la portata dell’indice. L’organizzazione distribuirà approfondimenti e report collegati al DVIO attraverso la propria rete internazionale e integrerà il benchmark nelle attività di ricerca e nelle pubblicazioni del Digital Monetary Institute. Questo passaggio è significativo perché colloca un prodotto nato nell’ecosistema degli asset digitali dentro un circuito frequentato da decisori pubblici, autorità monetarie e soggetti istituzionali che stanno cercando di comprendere come regolamentare e integrare le nuove infrastrutture finanziarie.
Il messaggio è chiaro: le criptovalute e gli strumenti collegati alla DeFi non sono più soltanto materia per exchange, trader retail o community tecnologiche. Entrano progressivamente nel campo di osservazione delle istituzioni che definiscono le regole della moneta, della custodia, dei pagamenti e dei mercati finanziari. In questa prospettiva, un indice come il DVIO può offrire una base informativa più ordinata per valutare l’evoluzione del settore, soprattutto in un momento in cui la regolamentazione degli asset digitali è diventata una priorità globale.
La collaborazione si estenderà anche all’OMFIF Digital Money Summit 2026, in programma a Londra il 19 e 20 maggio. Il presidente di DeFi Technologies, Andrew Forson, parteciperà a una sessione dedicata al modo in cui i regolatori stanno affrontando temi cruciali come la custodia dei criptoasset, i servizi collegati agli asset digitali, l’efficacia di normative come MiCA in Europa e l’evoluzione della legislazione statunitense. Saranno inoltre analizzate le implicazioni sistemiche delle società crypto integrate verticalmente, cioè quelle realtà che concentrano più funzioni lungo la filiera, dalla custodia alla distribuzione, dalla negoziazione alla gestione dei prodotti.
Questo dialogo regolatorio è uno degli elementi più importanti dell’intera operazione. Le istituzioni non hanno più bisogno soltanto di osservare i prezzi di Bitcoin, Ethereum o degli altri token principali. Hanno bisogno di comprendere come si muove il capitale, quali prodotti vengono utilizzati, quali asset attraggono domanda regolamentata e quali rischi possono emergere da un mercato in rapida trasformazione. Il DVIO Index, in questo senso, può diventare uno strumento di lettura del comportamento istituzionale nel mondo crypto.
La presenza di Valour rafforza ulteriormente il quadro. La società gestisce oltre 100 prodotti quotati su borse europee e sulla B3 in Brasile, con una distribuzione che include anche il Regno Unito attraverso canali collegati a grandi gruppi bancari. Questo posizionamento consente a DeFi Technologies di presentarsi non solo come operatore crypto, ma come ponte tra prodotti finanziari regolamentati e infrastrutture digitali emergenti.
L’accordo con OMFIF conferma dunque una tendenza più ampia: il mercato degli asset digitali sta cercando legittimazione non soltanto attraverso l’aumento dei prezzi, ma attraverso dati, regole, benchmark e dialogo istituzionale. Per banche centrali e regolatori, la sfida sarà distinguere tra innovazione utile, rischi sistemici e modelli ancora immaturi. Per DeFi Technologies, invece, la partnership rappresenta un’occasione per portare il proprio indice al centro del confronto internazionale sulla finanza digitale.
Il risultato è un passaggio che potrebbe avere effetti superiori alla semplice visibilità commerciale. Se il DVIO riuscirà a diventare un riferimento ricorrente nelle analisi istituzionali, contribuirà a trasformare il modo in cui gli asset digitali vengono osservati, misurati e discussi nei luoghi in cui si costruiscono le regole del futuro finanziario.