Coinbase amplia il proprio servizio di prestiti garantiti da criptovalute e aggiunge Solana tra gli asset utilizzabili come garanzia. La novità consente ai clienti statunitensi idonei, con esclusione dei residenti nello Stato di New York, di prendere in prestito fino a 100.000 dollari in USDC senza vendere le proprie criptovalute. È un passaggio importante perché rafforza l’idea di una finanza sempre più costruita intorno agli asset digitali non soltanto come strumenti di investimento, ma anche come garanzie utilizzabili per ottenere liquidità.
L’integrazione di SOL si inserisce in un’offerta già estesa, che comprende Bitcoin, Ethereum, XRP, Dogecoin, Cardano e Litecoin. Coinbase sta quindi trasformando progressivamente il proprio exchange in una piattaforma finanziaria più ampia, nella quale gli utenti possono fare trading, detenere asset, accedere a prestiti e utilizzare infrastrutture on-chain. La logica è semplice: chi possiede criptovalute non deve necessariamente venderle per ottenere liquidità. Può invece metterle a garanzia e ricevere stablecoin, mantenendo esposizione al potenziale rialzo dell’asset depositato.
Il servizio funziona attraverso Morpho, protocollo di finanza decentralizzata operativo su Base, la rete Ethereum layer-2 sviluppata da Coinbase. In pratica, Coinbase fornisce l’interfaccia semplice per l’utente, mentre la parte tecnica del prestito viene gestita on-chain tramite smart contract. Questo modello consente di combinare due mondi: da un lato l’esperienza utente di una piattaforma regolamentata e conosciuta, dall’altro la struttura automatizzata e trasparente della DeFi. I prestiti hanno tassi variabili, non prevedono piani di rimborso rigidi e non possono essere usati per fare trading direttamente sull’exchange Coinbase.
Dal lancio del prodotto, avvenuto nel gennaio 2025, Coinbase ha dichiarato di aver erogato oltre 2,3 miliardi di dollari in prestiti complessivi. Il ruolo dominante resta quello di Bitcoin, che rappresenta circa 2,17 miliardi di dollari del volume cumulativo. Seguono i prestiti garantiti da ETH, con circa 110 milioni di dollari, e quelli garantiti da XRP, con circa 31,6 milioni. L’ingresso di Solana potrebbe però aprire una nuova fase, perché SOL è uno degli asset più seguiti del mercato, sostenuto da una community molto attiva e da un ecosistema in forte crescita.
L’aggiunta di Solana risponde anche alla strategia più ampia di Coinbase, spesso descritta come Everything Exchange. L’obiettivo è diventare una piattaforma unica per tutte le principali operazioni finanziarie legate agli asset digitali: acquisto, vendita, custodia, prestito, regolamento e servizi on-chain. In questa visione, le criptovalute non sono più soltanto token da scambiare, ma componenti di un’infrastruttura finanziaria in cui ogni asset può generare utilità, liquidità e nuove forme di rendimento.
Il momento, tuttavia, non è semplice. Coinbase ha registrato una perdita netta di 394,1 milioni di dollari nel primo trimestre del 2026 e ha recentemente ridotto una parte significativa della propria forza lavoro. Nonostante questi venti contrari, il CEO Brian Armstrong continua a sostenere che la finanza si sposterà progressivamente on-chain. L’espansione del servizio di prestito anche al Regno Unito conferma questa direzione: Coinbase vuole portare i propri prodotti finanziari digitali oltre il mercato statunitense, intercettando una domanda globale di servizi crypto più evoluti.
Per gli utenti, i vantaggi sono evidenti. Chi detiene Solana può ottenere liquidità in USDC senza vendere i propri token, evitando una possibile uscita anticipata dal mercato e mantenendo la posizione sull’asset. Questo può essere utile per esigenze temporanee di liquidità, gestione fiscale, reinvestimento o semplice diversificazione. Tuttavia, il prestito garantito da criptovalute richiede attenzione. Se il valore del collaterale scende troppo, il sistema può attivare richieste di integrazione della garanzia o procedere alla liquidazione.
Il punto più delicato riguarda proprio la volatilità di SOL. Solana tende a muoversi con oscillazioni più ampie rispetto a Bitcoin ed Ethereum. Per questo motivo, è probabile che i parametri di rischio applicati siano più severi, con rapporti prestito-valore inferiori e soglie di liquidazione più prudenziali. Quando Coinbase ha aggiunto asset come XRP, Dogecoin, Cardano e Litecoin, il rapporto massimo prestito-valore era più restrittivo rispetto a BTC ed ETH. Per Solana, il mercato si aspetta condizioni simili, proprio per riflettere il rischio maggiore collegato alla variabilità del prezzo.
La mossa di Coinbase conferma una trasformazione profonda del settore. Le piattaforme crypto non vogliono più essere soltanto luoghi di scambio, ma infrastrutture finanziarie complete. L’aggiunta di Solana come garanzia per i prestiti rappresenta un tassello di questa evoluzione. Offre nuove opportunità agli utenti, rafforza l’integrazione tra exchange e DeFi e mostra come gli asset digitali stiano assumendo funzioni sempre più vicine a quelle della finanza tradizionale. La sfida sarà rendere questi strumenti accessibili, trasparenti e sostenibili, senza sottovalutare i rischi di leva, volatilità e liquidazione automatica.