La BCE accelera sull’euro digitale e chiama il mercato a costruire la nuova infrastruttura finanziaria europea
La Banca Centrale Europea compie un nuovo passo verso la costruzione dell’ecosistema dell’euro digitale. L’Eurosistema ha infatti avviato una call rivolta agli operatori di mercato per raccogliere manifestazioni di interesse nell’ambito del gruppo di contatto Appia, iniziativa pensata per favorire il dialogo tecnico tra banche centrali, intermediari, infrastrutture di pagamento e soggetti pubblici o privati coinvolti nella modernizzazione dei mercati finanziari europei.
L’obiettivo è chiaro: preparare il terreno per un sistema in grado di collegare la moneta di banca centrale con le nuove infrastrutture digitali, comprese le piattaforme basate su registri distribuiti e tecnologie blockchain. La BCE non intende limitarsi a osservare l’evoluzione del mercato, ma vuole accompagnarla, testarla e governarla, evitando che l’innovazione finanziaria si sviluppi soltanto fuori dal perimetro istituzionale europeo.
Secondo quanto annunciato, il progetto prevede la sperimentazione di pagamenti in moneta di banca centrale tramite la piattaforma TARGET Instant Payment Settlement, il sistema BCE dedicato ai pagamenti istantanei. La sperimentazione avverrà nel quadro di un lavoro più ampio, destinato a confluire nella progressiva modernizzazione dell’infrastruttura finanziaria europea e nella preparazione dell’euro digitale come strumento operativo, sicuro e interoperabile.
Il gruppo Appia avrà un ruolo importante in questa fase. La call dell’Eurosistema è rivolta a soggetti pubblici e privati, nonché alle banche centrali nazionali, con l’intento di creare un tavolo di confronto permanente sullo sviluppo di nuove soluzioni di mercato. Il gruppo seguirà il modello già sperimentato dal gruppo di contatto sui mercati obbligazionari, istituito dalla BCE nel 2025 e concluso nella primavera del 2026, confermando una strategia fondata non su interventi isolati, ma su un dialogo progressivo con gli operatori.
Un punto centrale riguarda il rapporto tra euro digitale, infrastrutture DLT e sistemi di regolamento. La BCE vuole verificare se e come la moneta di banca centrale possa essere utilizzata per regolare transazioni effettuate su piattaforme digitali innovative, riducendo i rischi di frammentazione e garantendo continuità con l’ordinamento monetario europeo. In altri termini, l’Europa vuole evitare che la tokenizzazione degli asset e dei pagamenti si sviluppi su binari separati rispetto alla moneta pubblica.
In questo scenario si inserisce anche il percorso di Appia, che, secondo la visione dell’Eurosistema, dovrebbe sostenere l’integrazione tra il sistema finanziario tradizionale e le nuove tecnologie. Alcuni osservatori collegano questa traiettoria anche alle prospettive aperte da Pontes, progetto orientato a connettere piattaforme DLT e servizi TARGET. Se questa integrazione dovesse consolidarsi, l’Europa potrebbe dotarsi di un’infrastruttura capace di far dialogare banche, mercati, token, pagamenti e strumenti finanziari digitali entro un quadro più coordinato.
La questione non è soltanto tecnica. La posta in gioco riguarda la sovranità monetaria europea. In un mondo in cui stablecoin, piattaforme private e circuiti globali di pagamento stanno guadagnando spazio, la BCE intende preservare il ruolo della moneta pubblica come riferimento centrale di fiducia. L’euro digitale non nasce quindi solo come nuovo mezzo di pagamento, ma come risposta strategica alla trasformazione dell’economia digitale.
Anche Mastercard si muove nella stessa direzione di convergenza tra pagamenti tradizionali e nuove infrastrutture. La società ha annunciato il completamento di un pilot cross-currency su TIPS, realizzato con Danmarks Nationalbank, Sveriges Riksbank, Banca d’Italia e altri partner. Il test ha dimostrato come un pagamento transfrontaliero possa essere elaborato e regolato simultaneamente in euro e corone attraverso l’infrastruttura delle banche centrali, confermando il ruolo strategico dei pagamenti istantanei nel futuro della finanza europea.
Questi sviluppi mostrano una tendenza ormai evidente: il futuro dei pagamenti non sarà costruito da un solo attore e non passerà da una sola tecnologia. Sarà il risultato di una convergenza tra banche centrali, operatori privati, piattaforme digitali, sistemi istantanei e nuove forme di moneta programmabile. La BCE, con Appia e con la sperimentazione sull’euro digitale, cerca di posizionare l’Europa al centro di questa trasformazione, evitando che l’innovazione venga subita anziché governata.
La sfida dei prossimi anni sarà trasformare questa visione in infrastruttura reale. Serviranno regole chiare, sicurezza operativa, interoperabilità, tutela degli utenti e capacità di dialogare con un mercato in rapida evoluzione. Ma il segnale è forte: l’euro digitale non è più soltanto un progetto teorico. Sta diventando il cantiere attraverso cui l’Europa prova a ridisegnare il proprio ruolo nella nuova economia dei pagamenti.